L’alimentazione dal punto di vista olistico

Che cosa vuol dire “olistico”?

L’olismo è un concetto, una teoria che ci porta a vedere la persona nella sua totalità; in gergo si dice che ognuno di noi è un unico insieme corpo-mente-spirito. Le nostre emozioni si rispecchiano nel nostro star bene sul piano fisico e viceversa. D’altra parte provateci voi ad essere felici quando avete mal di denti…

La parola spirito in questa triade ha un concetto molto vasto, che ognuno interpreta in base alla propria cultura, alla propria esperienza di vita. C’è chi lo vede con un concetto di fede, di ideali filosofici; c’è chi preferisce tradurlo con la parola “energia”. Le medicine tradizionali antiche, come quella cinese e quella ayurvedica, che hanno una storia millenaria vedo nell’energia la forza motrice del tutto. In Cina la chiamavano Qi, in India Prana. Un soffio vitale, una forza intrinseca che dà il là a tutto ciò che esite, essere umano compreso. Nulla di cosi lontano da quella che è la definizione di energia che dà la fisica e alla base del tutto c’è la consapevolezza che nulla si crea e nulla si distrugge.

L’energia è un qualcosa che ha dato il là alla nostra vita, che è presente in noi e che ci permette di vivere. Il trattar bene la nostra energia vitale ci porta a stare bene. Energia, fisico e mente sono un tutt’uno, interdipendente l’uno dall’altro, diverse facce della stessa medaglia.

In tutto questo c’entra l’alimentazione?

Certo che sì! Perché per mantenere sani corpo, mente ed energia occorre il famoso stile di vita sano e non possiamo pensare che lo stile di vita sano sia qualcosa di lontano da ciò che portiamo in tavola.

In campo olistico non si parla di diete, di calorie, di regimi alimentari controllati: è un qualcosa che non compete a questa professione. Si parla di consapevolezza del cibo, di stagionalità, di alternanza su ciò che portiamo in tavola, di emozioni con cui si mangia.

Il cibo è parte della benzina che ci permette di vivere bene, di mantenere o di ritrovare benessere. Il cibo si trasforma in energia, ma non tutto il cibo ci dà energia “spendibile” per la nostra salute. Le scelte alimentari sono, quindi, fondamentali per fornirci energia “buona”. Dove il buono è soggettivo, nel senso che ognuno di noi ha le sue necessità e le sue personali caratteristiche.

La soggettività è un altro cardine del pensiero olistico. Siamo un tutt’uno, un insieme di emozioni e parte fisica, ma siamo un tutt’uno unico: nessun altro è uguale a noi. Siamo pezzi unici, ci hanno creato e hanno buttato via lo stampo! E in questa esclusività rientra anche il cibo. Non è solo una questione di gusto: io posso aver bisogno di mangiare una mela al giorno per togliere il medico di torno e a te la stessa mela potrebbe portarti ad avere mal di stomaco. Non è colpa della mela, ovvio; è il fatto che la mia energia, il mio organismo, la mia mente ha necessità di quella mela per star bene. Tu invece stai benissimo senza. Non c’è ragione o torto, c’è la soggettività. Le mode vanno contro a questo pensiero. Perché le mode vogliono convincerci che una cosa è bella e l’altra no, che una buona e l’altra no… non è colpa loro, in fondo è lo scopo della moda in qualunque campo! Così come decidiamo che non ci sta bene un cappotto giallo fluo e non lo compriamo, allo stesso modo dovremmo capire che anche se un determinato piatto va di moda ma ci appesantisce non è per noi.

Il nostro corpo sa di cosa ha bisogno, se noi imparassimo ad ascoltarlo, mangeremmo ciò che ci richiede e basta. Se farci influenzare dalle mode, dall’orario, dalle quantità o dal packaging/marketing accattivante. Tante volte, invece, mangiamo perché è l’ora in cui tutti mangiano, perché la confezione ci attira, perché la pubblicità è bella o perché “tutti” hanno scoperto quel determinato cibo. Vi faccio un esempio… Non so da voi, ma nella mia zona anni fa era esplosa la mania del sushi; se non mangiavi sushi eri uno sfigato (passatemi il termine, sorry)… Ho visto amici che odiavano il pesce, divorare sushi solo perché se al sabato sera preferivi una pizza eri out, tagliato fuori. Finito il periodo di moda, sono rimasti fedeli al sushi, solo i veri innamorati di questo piatto che ha dietro una storia, una tradizione, se vogliamo, anche una poesia… Gli altri sono passati ad altre mode.

L’olismo non ci vieta di provare cucine nuove, assolutamente! Se l’energia muta ed è in continuo movimento e trasformazione chi siamo noi per non provare cibi nuovi?? Però dovremmo essere in grado di provarli, sceglierli, promuoverli o bocciarli con i nostri criteri di valutazione.

Un altro punto chiave dell’olismo: l’ascolto di sé.

Per capire cosa mi fa star bene e cosa mi fa star male, devo essere capace di ascoltarmi. Ci sono cibi che ci mettono sonno, altri che ci rendono nervosi, alcuni che ci danno energia da vendere, altri che ci rendono più lenti di bradipi. Quello che mangiamo, si trasforma attraverso i vari processi digestivi e vanno ad innescare precisi meccanismi nel nostro corpo. Chi fa sport con una certa intensità e frequenza, anche non a livello agonistico, lo sa. Provate a mangiarvi una sacher poco prima di correre 10 km e poi me lo raccontate…

Non siamo tutti uguali e fin qui ci siamo, ma per capire cosa ci fa star bene dobbiamo ascoltarci. È una cosa che non ci insegnano (e non ho mai compreso il perché), ma che dobbiamo imparare da noi e per noi, per star bene a lungo. Capire i cibi che ci fanno star bene, sceglierli, selezionarli significa nel lungo mantenere una buona energia vitale… tradotto vivere a lungo ed in salute, invecchiare bene.

Il nostro organismo, poi, ha bisogno di alternanza. Una volta trovato un cibo che ci fa star bene, non possiamo vivere solo di quello. Non siamo nati per i mono alimenti, per cui variare ci aiuta ad ottenere dal cibo tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno. Essendo interconnessi con la natura, dovremmo rispettare i suoi ritmi: tradotto mangiare i cibi che la natura in modo più spontaneo ci offre nelle varie stagioni. Senza pretendere di mangiare le ciliegie a Natale, in sostanza… che poi anche questa è moda alla fine.

Per riassumere fino a qui, conoscersi, ascoltarsi, seguire la Natura per nutrirsi per stare bene. Questo il punto di partenza dell’alimentazione da un punto di vista olistico.

Poi entrano in ballo le emozioni, l’amore che mettiamo nel cucinare, i Meridiani energetici e i chakra e tante altre cose…

Se lo vorrete…ci leggeremo prossimamente!

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